Windjet l’odissea di una famiglia Vincenzo Marabita e Daniela Orciuolo costretti a fare quattro volte il biglietto per lo stesso volo

Odissea WindJet: «Costretti a fare
quattro volte il biglietto per lo stesso volo»
Vincenzo e Daniela, una storia emblematica di questi giorni
di caos per il fallimento della compagnia low cost siciliana

MILANO – Vincenzo Marabita è un consulente informatico di 37 anni. È pronto a partire per le vacanze insieme con Daniela Orciuolo, ristoratrice. I due vagano per l’aeroporto milanese di Linate tra lo sportello informazioni e quello di Alitalia. Non si danno pace: «Possibile che uno aspetti dodici mesi per andarsene al mare e poi accada tutto questo?». Perché tra una cosa e l’altra, per imbarcarsi su un aereo direzione Catania, Vincenzo e Daniela hanno dovuto fare quattro biglietti: uno decaduto per il fallimento della compagnia Wind Jet, uno comprato ma mai emesso da Alitalia, un altro ricomprato ma inutile causa overbooking e l’ultimo, stavolta finalmente buono. In mezzo, il pandemonio, tra call center e biglietterie, fino agli scontri verbali nelle stanze dei responsabili della compagnia di bandiera.

È la piccola odissea di Vincenzo e Daniela. Inizia l’11 agosto, è notte. Navigando su Internet Vincenzo scopre il crac della società di Antonino Pulvirenti. «E ora? Come facciamo?». Avevano speso 980 euro, andata e ritorno, puf , spariti, come una bolla di sapone. Vincenzo ci dorme su, e il mattino seguente (12 agosto) si attacca al telefono. Dieci ore infernali al numero unico dal kafkiano nome «per la riprotezione del passeggero»: «Si rimpallavano tra Enac e Alitalia – racconta lui – mi dicevano: la richiamiamo noi. Ma niente». Alla fine, strappa l’acquisto convenzionato a 75 euro a tratta per persona. È il secondo biglietto. Pagato al telefono con tanto di codice di conferma inviato al Marabita seppur mai emesso, senza motivo. Solo che per accorgersene, Vincenzo e Daniela devono sbatterci il naso contro.
Volo Milano-Catania, Alitalia, ore 13.20 di ieri. Ignari, i due arrivano al check-in convinti di partire. Niente da fare, la sfortuna sembra perseguitarli: «La prenotazione non ci risulta»: «Ma come?» s’indigna lui, mostrando il codice sul cellulare. E più le risposte latitano, più i nervi iniziano a saltare. Vincenzo si sposta agli sportelli Alitalia, in fondo a sinistra del piano riservato alle partenze. Qui, negli ultimi giorni c’è stata un’invasione di ex passeggeri Wind Jet rimasti a piedi. Tre persone accolgono i clienti. In mezzo c’è un uomo: nel pomeriggio litigherà più o meno con tutti. Accento romano, basette sottili, aria strafottente, zero cortesia. Vincenzo lo evita e parla con una signorina.

La situazione non migliora: «Incredibile – racconta – dopo aver confermato l’errore di Alitalia, la donna fa dietrofront e inizia a negare». A posteriori, come prova, Vincenzo sventola due fogli, escamotage della hostess per sfuggire all’imbarazzo: sul primo c’è il codice di conferma del volo. Sul secondo, ristampato con solerzia dalla donna, invece, niente, la riga è bianca. «Lì, la donna mi ha sbattuto il cartello “closed” in faccia ed è andata via gridando: “Pausa!”». Il Marabita s’inalbera, vuole parlare con i responsabili. Ci riesce. Ma invece di cercare di risolvere il problema, Alitalia sceglie lo scontro. «Continuavano a ripetermi: è colpa sua! Ma anche dalla mia banca arrivavano conferme opposte, Alitalia non ha mai fatto scattare l’ordine di pagamento».

Insomma, Vincenzo e Daniela si scocciano, tornano allo sportello, rifanno il biglietto per il volo delle 18.30. Basta. Ma un quarto d’ora prima, a bagagli già imbarcati, ancora una sorpresa: «Il volo è in overbooking ». Prossimo aereo alle 20.40, la coppia non ne può più. «Queste vicende sono l’emblema del Paese. Paradossale: con i biglietti ricomprati da chi è rimasto a terra avremmo potuto pagare sei volte il buco di Wind Jet» fa i conti Vincenzo. Poi l’imbarco, e un sorriso. «Sono anche cantautore – conclude lui -. Il modo di lavorare degli italiani mi sta spingendo a mollare il mio mestiere e a concentrarmi sulla musica. Verrò a fare l’elemosina qui, ai piedi dei dirigenti di Alitalia… ».

Giacomo Valtolina da corriere.it

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