Venezia e la guerra tra gondolieri storia di posti corna risse e speronamenti

Venezia, resa dei conti tra gondolieri in canale
Sperona in barchino il collega che finisce in acqua, poi organizza una spedizione punitiva contro il “bancal”

Prima un incidente nautico che si è rivelato essere in realtà uno speronamento volontario e poi una resa dei conti scambiata inizialmente per una lite tra turisti. Episodi che solo ora a quasi una settimana dall’ultimo si scopre essere collegati. Contrasti violenti che vedono sugli opposti fronti un gondoliere dello stazio di Santa Maria del Giglio e uno di quello della Dogana. Sui due fatti indagano sia polizia che carabinieri e già c’è stato un provvedimento dell’ente gondola di sospensione per un breve periodo uno dei due gondolieri. Di sicuro il motivo di tanto risentimento non è da ricercare in una questione di concorrenza.
Non è stato ancora chiarito il motivo che ha scatenato la rivalità tra i due gondolieri. Ma ci sono aspetti che aprono scenari inquietanti. La storia fin qui ricostruita inizia venti giorni fa quando in un canale di lato alla Prefettura poco lontano dallo stazio, di Santa Maria del Giglio un barchino si scontra con una gondola. All’inizio viene fatto credere che si sia trattato di un incidente nautico. Sul barchino c’è un gondoliere che lavora allo stazio della Dogana. Sulla gondola con dei turisti invece un suo collega di Santa Maria del Giglio. In acqua finisce solo quest’ultimo, mentre con difficoltà la gondola viene fermata in tempo prima che, priva di controllo, finisca in Canal Grande. I turisti sono sconvolti.
Ma non si tratta di un incidente nautico. Infatti i poliziotti del commissariato di San Marco vengono in possesso di un filmato che mostra come sono andate veramente le cose. Si vede che il conducente del barchino sperona volontariamente la gondola e quando il collega finisce in acqua invece di aiutarlo a risalire cerca, con un remo, di spingerlo sott’acqua. Questo video viene acquisito dai poliziotti solo la settimana scorsa.
Nel frattempo il gondoliere finito in acqua si rivolge al suo capo stazio e si lamenta del comportamento del collega. Il capo a sua volta chiede l’intervento dell’Ente Gondola. Chiede un provvedimento nei confronti del collega della Dogana. E il provvedimento arriva anche se rispetto ai fatti, di poco conto. Il gondoliere del barchino infatti viene sospeso per tre giorni.Invece di terminare, il contendere si accende ulteriormente. Infatti, proprio nel giorno in cui i poliziotti si recano nella zona della Prefettura per acquisire il video quattro persone, tra cui il gondoliere sospeso, due suoi colleghi e un pregiudicato mestrino si recano allo stazio di Santa Maria del Giglio per un “chiarimento” con il capo che ha “osato” chiedere il provvedimento disciplinare. Finisce che si mettono le mani addosso. Da una parte il capo e i suoi figli e dall’altra il drappello che ha organizzato la spedizione. Anche in questo caso qualcuno cerca di sminuire la vicenda e la fa passare come una lite tra alcuni turisti e dei gondolieri.
È evidente che le ragioni del rancore sono profonde e che la presenza del noto pregiudicato è inquietante anche perché non passava di lì per caso. E di sicuro, spiegano in ambienti investigativi, lui non fa nulla per niente. Ma non è da escludere poi che ci siano vecchi legami tra una certa malavita veneziana e mestrina e vecchi gondolieri che ora hanno i parenti che lavorano nel settore. Su questi fronti stanno indagando polizia e carabinieri mentre il gondoliere che ha speronato il collega, rischia ora di essere indagato per tentato omicidio. Il video non lascia dubbi sul fatto che abbia voluto lo scontro. È come se un automobilista investisse volontariamente un ciclista e poi invece di soccorrerlo lo prendesse a bastonate.

di Carlo Mion da nuovavenezia.it

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