Il caso del Ryugyong Hotel di Pyongyang soprannominato Hotel Rovina

L’Hotel Rovina aprirà l’anno prossimo?
Il soprannome è dovuto ai ritardi nella costruzione, al sospetto che i materiali siano di pessima qualità e ai costi stratosferici

Continuamente a rischio di venire abbandonato, perennemente incompleto ed esposto all’erosione degli agenti atmosferici e del tempo. Questa è stata la travagliata vita di quello che presto – ma gli scettici al proposito sono molti – diventerà il quarantasettesimo edificio più alto, ma anche il quinto per numero di piani, del pianeta: il Ryugyong Hotel di Pyongyang, alto 330 metri, suddivisi in 105 piani.

La posa della prima pietra del grattacielo nordcoreano è datata 1987 e la fine dei lavori era prevista due anni più tardi. In realtà nel 1992 i lavori erano ancora in alto mare e il governo nordcoreano, alle prese con una gravissima crisi economica causata dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, decise di interrompere bruscamente il progetto, lasciando la costruzione ancora priva di impianti elettrici e idraulici, finestre e finiture. Per quasi vent’anni un fantasma di acciaio e cemento ha dominato lo skyline della capitale asiatica, come un’iconica memoria dei bei tempi andati. Bisogna arrivare infatti fino al 2008 perché i lavori ripartano, questa volta finanziati da Orascom Telecom, un’azienda egiziana che nello stesso anno lancia in Nord Corea anche una rete per la telefonia mobile. Per coprire i soli costi dei lavori di ultimazione delle facciate dell’edificio la società egiziana ha dichiarato di avere speso 180 milioni di dollari.

L’albergo occuperà 150 stanze situate nei piani più elevati, al di sotto dei quali si troveranno sale da ballo, uffici, negozi e ristoranti. Come ha dichiarato Reto Wittwer, a capo della società alberghiera internazionale tedesca Kempinski AG, che gestirà l’hotel, l’apertura «probabile e parziale» è prevista per l’estate prossima. I vertici dell’azienda tedesca, la prima a sottoscrivere un contratto in Corea del Nord, ritengono che il Ryugyong possa diventare una vera e propria «macchina da soldi». Condivide pienamente questo auspicio anche il governo nordcoreano, alle prese con le conseguenze economiche delle sanzioni internazionali imposte allo Stato asiatico in seguito alle sperimentazioni nucleari non autorizzate eseguite sul suolo nazionale.

Quello che è certo è che l’edificio dovrà faticare non poco a cancellare la cattiva reputazione che lo ha accompagnato in questi anni. Nel 2008, infatti, la rivista maschile statunitense Esquire aveva proclamato la piramide di Pyongyang come «la costruzione peggiore della storia dell’umanità», definendola «brutta in modo odioso, persino per gli standard comunisti». Si vocifera inoltre che i materiali usati nell’edificazione del Ryugyong non siano sempre stati di primissima qualità e che addirittura i vani degli ascensori inizialmente non fossero allineati. Infine quest’anno un tour operator cinese, Koryo Tours, specializzato in viaggi in Corea del Nord ha chiesto e ottenuto di poter visitare l’Hotel Rovina. Le foto scattate in quell’occasione mostrano una hall sormontata da un soffitto di vetro e un atrio, con solette di cemento a vista, che ricordano un parcheggio multipiano.

Emanuela Di Pasqua

da corriere.it

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