Roma e lo sgombero dei librai dalla Fontana di Trevi

Roma, sgomberati i banchi dei librai
a Trevi: poca cultura e troppi souvenir
Sequestrata tutta la merce

ROMA – Hanno iniziato a sgomberare nella prima mattinata, quando via delle Muratte non è ancora invasa dalla consueta folla di turisti diretti a Fontana di Trevi. Alle 9 e 30 una squadra del I gruppo della Polizia di Roma Capitale irrompe in questa stradina centralissima, tra loro anche il comandante Stefano Napoli, e un nastro giallo compare a bloccare da entrambi i lati l’accesso alla zona.

Obiettivo: lo sgombero delle 6 postazioni di librai che vi si trovano all’interno e il sequestro di tutta la merce. Nel medesimo istante, stesso procedimento da parte dei Gssu del I gruppo nei confronti di altre tre postazioni in via Minghetti, via Pastini e largo Lombardi. «Queste attività – spiega il comandante Stefano Napoli – nonostante abbiano una regolare licenza amministrativa, dovrebbero essere itineranti, invece le postazioni sono fisse da molti anni. Inoltre, i titolari sono autorizzati a vendere prevalentemente libri, i souvenir non devono superare il 10% del totale. Cosa che non è affatto rispettata».

Allo sgombero in via delle Muratte è presente anche il presidente del I municipio, Orlando Corsetti: «Abbiamo ricevuto alcuni esposti da parte di associazioni di cittadini e dalla banca alla fine della strada, cui i banchi occupano le uscite d’emergenza. Nei prossimi giorni – annuncia – se riscontreremo delle irregolarità nelle altre postazioni, come in piazza della Repubblica, provvederemo a ulteriori sgomberi. Siamo di fronte ad una situazione d’irregolarità che va avanti da tempo immemore».

Una storia lunga e complessa, quella delle 30 postazioni di librai sparse nelle zone di pregio del centro storico e riunite nell’associazione «Arcipelago delle parole», istituita con delibera comunale nel 1997. Il problema nasce nel 2008, quando la delibera n° 46 dell’allora commissario prefettizio Morcone sospendeva l’associazione e annunciava un nuovo bando di concorso, senza però precisare né i termini, né le zone, né chi vi avrebbe partecipato. La delibera è stata quindi impugnata dai librai del vecchio circuito, quindi dichiarata nulla dal Tar nel gennaio 2011 proprio per queste lacune. Un mese dopo, una nuova delibera comunale in merito, che non si è però mai concretizzata: «Questa delibera – precisa il consigliere pdl Ugo Cassone, presidente della commissione Commercio del Comune – prevedeva un bando per i librai nel centro storico che stabilisse il tipo di merce che fosse possibile vendere, la posizione e la struttura dei banchi, bando che non è mai arrivato perché è mancato il parere della soprintendenza, con la quale il dialogo non è purtroppo semplice».

In tutto questo tempo, le postazioni dei librai sono restate al loro posto, in una situazione d’irregolarità che va avanti dal 2008, sino al sequestro e allo sgombero di ieri. «È necessario che l’amministrazione centrale intervenga e risolva questa situazione ambigua – dichiara il presidente del I municipio – Se il Comune pensa che quest’attività debba esistere, lo deve formalizzare». Intanto, avvisa Cassone, «Non si esclude che domani possa essere rilasciato, in virtù del fondamento storico di questa attività, un permesso temporaneo per una manifestazione di 15 giorni». Comunque sia, alla fine della giornata di ieri, le 9 postazioni irregolari di via delle Muratte, via Pastini, via Minghetti e via dei Lombardi sono state completamente sgomberate e, fanno sapere dal comando dei vigili urbani, sono stati sequestrati quasi 160.000 tra libri, cartoline, portachiavi, stampe, statuette di monumenti e imperatori romani.

di Luna De Bartolo da ilmessaggero.it

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