Ostia spiaggia invasione di stand e carrelli stracolmi di merce e di grattachecche ambulanti

Ostia, mercato in riva al mare spiagge invase di ambulanti
Blitz della Finanza: sequestrati 500 mila pezzi di merce falsa

ROMA – È anch’essa sintomo della crisi economica. Insieme con l’affollamento delle spiagge libere, il calo delle presenze negli stabilimenti balneari, la riduzione della spesa presso bar e ristoranti costieri, l’invasione di venditori di paccottiglia sugli arenili è un altro segnale delle difficoltàeconomiche vissute dai romani.

I negozianti di Ostia e dintorni lo denunciano con forza da tempo. I marinai di salvataggio lo segnalano come un elemento di pericolo per la visuale della battigia. La gran parte dei bagnanti lo addita come un fattore costante di fastidio per la petulanza delle proposte. Ed ora arriva anche la conferma dalla Guardia di Finanza: il fenomeno del commercio abusivo sugli arenili, dell’andirivieni di attrezzatissime bancarelle e singoli venditori, ha raggiunto punte record.

Per focalizzare il boom del commercio illegale di chincaglierie da spiaggia, basta analizzare i dati diffusi dal II Gruppo Roma delle Fiamme Gialle sulla scorta delle operazioni condotte dall’inizio della stagione a Ostia e dintorni. Dal 1° luglio a oggi i finanzieri hanno effettuato 90 sequestri a venditori abusivi ritirando 485.306 oggetti. Si tratta di teli da mare, occhiali da sole, accessori d’abbigliamento, foulard, berretti ma anche alimenti e bevande. L’anno scorso, nel medesimo periodo, erano stati verbalizzati 74 ambulanti illegali e sequestrati 36.038 oggetti. Notevole la crescita anche della contraffazione, reato di natura penale che riguarda la vendita di prodotti che riproducono marchi senza autorizzazione: a 38 abusivi sono stati sequestrati 50.825 articoli quando invece nell’estate 2011 i capi prelevati a 33 soggetti erano stati in totale 3.436.

I controlli. Insomma, intrappolare nella rete dei controlli un quantitativo quasi quindici volte superiore rispetto all’anno precedente, è eloquente della marea di merce irregolare che sta invadendo l’estate balneare romana. «I numeri parlano chiaro e segnano l’evidenza del fenomeno – conferma il colonnello Alessandro Barbera, comandante del II Gruppo Roma – Sono aumentati enormemente gli oggetti ed è cresciuto il numero di venditori abusivi. Probabilmente la crisi economica incentiva questo tipo di commercio più economico. Però va anche detto che il bilancio delle nostre operazioni testimonia un maggiore impegno nella repressione di questa forma d’illegalità. Lo scopo della nostra azione è quello di tutelare non solo la pretesa erariale, considerato che ci troviamo di fronte a forme palesi di evasione, ma anche l’economia sana dalla concorrenza sleale. Ritengo che oggi la sensibilità dell’opinione pubblica su questo argomento sia cambiata: vi è la consapevolezza che colui che opera nel sommerso economico non è più un modello di riferimento, ma un peso intollerabile ed un pericolo per la collettività».

Un allarme pressante verso l’invasione di stand e carrelli stracolmi di merce e di grattachecche ambulanti è stato rivolto anche da diversi marinai di salvataggio su ampi tratti di costa, da Castelporziano a Ostia. «Il problema – lamentano i bagnini che hanno anche sollecitato la Guardia Costiera a intervenire – è che i venditori si fermano sulla battigia per piazzare le loro merci e non si rendono conto che così facendo ci oscurano angolazioni della visuale verso l’acqua, mettendo a rischio soccorsi tempestivi nei confronti di chi dovesse essere in difficoltà».
 
di Giulio Mancini da ilmattino.it

Rispondi