Naufragio Costa Concordia foto inedite reportage fotografico

Naufragio Giglio, 11 i morti, comandante ai domiciliari
E’ salito a undici oggi il numero dei morti accertati della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata venerdì sera davanti all’Isola del Giglio, mentre in serata il gip di Grosseto ha disposto gli arresti domiciliari per il comandante Francesco Schettino, che quindi lascerà il carcere.

Il gip non ha convalidato il provvedimento del fermo di polizia in carcere per Schettino ma ne ha disposto l’arresto ai domiciliari, ha riferito il suo difensore, Bruno Leporatti.

Il comandante è accusato di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave e naufragio.

“Il giudice ha mostrato molta attenzione e rispetto della legge”, ha detto ai giornalisti l’avvocato, ammettendo che lui e l’assistito non si aspettavano questa decisione.

“Non ho letto il provvedimento ma è un problema di esigenze cautelari che possono essere garantite con una misura minore di quella carceraria … non si può mandare in carcere una persona solo perché c’è un’opinione pubblica che ritiene che sia colpevole”, ha spiegato Leporatti.

Oggi i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno trovato altri cinque cadaveri a poppa, nella parte sommersa della nave, e hanno quasi concluso le procedure di recupero.

Le vittime, riferisce la Guardia Costiera, sono quattro uomini e una donna, apparentemente tra i 50 e i 60 anni. Indossavano i giubbotti di salvataggio e sono stati ritrovati in uno dei punti d’incontro della nave.

Intanto proseguono le attività di ispezione della nave. Un portavoce della Guardia Costiera precisa che le ricerche proseguiranno anche di notte finché non sarà stata ispezionata tutta la Concordia, e che data la vasta superficie “ci vorrà parecchio tempo”.

TROVATO TEDESCO CHE RISULTAVA DISPERSO

Prima del ritrovamento dei cinque cadaveri, risultavano in tutto ancora 29 dispersi, come ha ribadito oggi il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli: sei italiani, 14 tedeschi, quattro francesi, un ungherese, due cittadini statunitensi, un indiano e un peruviano. Di questi, un italiano, l’ungherese, l’indiano e il peruviano sono membri dell’equipaggio.

Gabrielli ha anche precisato che uno dei 29 dispersi “è forse riconducibile al cadavere di un cittadino tedesco” recuperato ieri.

Nel tardo pomeriggio la Protezione Civile ha poi riferito che un tedesco che risultava disperso è stato rintracciato e sta bene.

L’incertezza nel conteggio dei dispersi, ha spiegato Gabrielli, è dovuta anche al fatto che “la lista effettiva dei passeggeri è rimasta sulla nave”.

A bordo della nave, che venerdì sera ha urtato uno scoglio passando molto vicino all’isola, c’erano circa 4.200 persone tra passeggeri ed equipaggio.

In un’audizione al Senato, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha detto che l’incidente è stato “un drammatico e clamoroso errore umano o quantomeno di non rispetto di policy e regole”.

“La macchina intorno all’incidente si è mossa come doveva. Le capitanerie ci aiuteranno a capire cosa si può fare”, ha aggiunto Passera.

In queste ore il comandante della nave – come confermato dal suo avvocato – è stato sottoposto agli esami tossicologici, dopo le polemiche sul fatto che subito dopo il fermo non sarebbe stato sottoposto all’alcol-test per una dimenticanza degli inquirenti.

“Schettino è stato sottoposto oggi a esami tossicologici. Il procuratore gli ha chiesto se era disposto e lui senza difficoltà si è sottoposto immediatamente”, ha detto il difensore, precisando che sono stati prelevati urine e capelli.

Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha spiegato che nell’interrogatorio di stamani Schettino “ha fornito la sua versione dei fatti, confermando che era al comando della nave al momento dell’impatto”.

Da due telefonate tra Schettino e la Capitaneria di Porto di Livorno, i cui audio sono disponibili sul sito del Corriere della Sera, risulta che il comandante lasciò la nave mentre le operazioni di soccorso erano ancora in atto e che non volle risalirvi nonostante le pressioni dell’interlocutore.

“Schettino, lei si è salvato dal mare ma io … le faccio passare l’anima dei guai. Torni a bordo!!”, dice al telefono il capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno. Un invito ripetuto più volte e con tono perentorio.

Ma Schettino temporeggia, e quando De Falco gli spiega: “Ha dichiarato l’abbandono della nave e adesso comando io. Vada a bordo. Ci sono già dei cadaveri”, Schettino chiede: “Quanti sono?”. “Me lo deve dire lei quanti sono, Cristo!”, replica De Falco.

“Ma si rende conto che qua è buio e non si vede niente?”, prova a giustificarsi il comandante.

Riguardo al presunto “ammutinamento” dell’equipaggio, che avrebbe deciso di avviare l’evacuazione prima di ricevere l’ordine del comandante, una fonte investigativa dice che “parlare di ammutinamento è una forzatura (ma) è evidente che i tempi non tornano: l’evacuazione dei passeggeri era iniziata molto prima” che Schettino ordinasse di abbandonare la nave.

OGGI COMPLETATO LAVORO BARRIERE ANTI-INQUINAMENTO

Sarà completata oggi la posa delle barriere anti-inquinamento intorno alla Concordia, anche se il capo della “flotta” del ministero dell’Ambiente dice che il rischio di perdita di carburante è “prossimo alla zero”.

“Stiamo aspettando che terminino di far brillare l’ultima carica (per aprire un varco nella nave alla ricerca di superstiti), poi ci daranno l’ok a operare”, ha detto a Reuters Lorenzo Barone, un esperto di ecologia marina che coordina la flotta di Castalia Ecolmar S.C.p.A, la società specializzata nelle operazioni anti-inquinamento e nelle bonifiche che è in pratica il “braccio operativo” del ministero.

I tecnici di Castalia hanno posizionato ieri 380 metri di galleggianti tra nave e costa. Oggi ne poseranno altri 400 metri intorno, lasciando due varchi, a prua e a poppa, per le squadre di soccorso, ha detto Barone.

Per l’esperto, il rischio di inquinamento delle acque del Giglio per il momento è “prossimo allo zero… Non c’è stato nessun segnale che possa far presupporre che ci siano perdite di carburante”.

Ieri era scattato l’allarme per l’avvistamento di alcune chiazze, ed erano state posate barriere di contenimento e assorbimento tra la nave e la costa. Ma per Barone si è trattato di una perdita “realmente limitata… magari dovuta a qualche apparato motore sporco o anche a tutte le imbarcazioni che al momento stanno facendo l’attività di soccorso-salvataggio”.

Intanto, i tecnici olandesi della Smit – la società incaricata del recupero del carburante, coadiuvati dagli italiani della livornese Neri – si stanno preparando a pompare fuori dalla nave le 2.000 tonnellate di “olio pesante” e le circa 200 tonnellate di diesel.

Per Barone, l’operazione di travaso comincerà tra un paio di giorni almeno. Ma nel fine settimana è atteso un peggioramento delle condizioni meteo.

da reuters

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