Mediterranea la spiaggia gay di Roma

1- DAGO-REPORTAGGIO SULLA SPIAGGIA PIÙ LIBERA E BELLA D’ITALIA: IL “BUCO” DI CAPOCOTTA – 2- PROPRIO DI FRONTE ALLA RISERVA DI CASTELPORZIANO, RESIDENZA ESTIVA DI BELLA NAPOLI, CHE, NON C’È MAI PERCHÈ LE PREFERISCE STROMBOLI, È UNA DELLE SPIAGGE A PIU’ ALTA VOCAZIONE GAY O GAY-FRIENDLY DEL TRATTO DI LITORALE DELLA OSTIA-TORVAJANICA – 3- LA SPIAGGIA È DIVISA DA RETI INVISIBILI CHE IN QUALCHE MODO SEPARANO LE VARIE ETNIE E SUBCULTURE DI ORIENTAMENTO SESSUALE. DALLE MICROFAMIGLIOLE E QUALCHE COPPIA ETERO AI GAY E LESBICHE LA CUI ATTIVITÀ PRINCIPALE È IL CAPANNELLO DI TAGLIO E CUCITO IN RIVA AL MARE (LEGGI CRITICA FEROCE DI CHIUNQUE PASSI A TIRO) – 3- APPENA DOPO ECCO GLI SPORTIVI, CHE SI CONFRONTANO IN ETERNE TENZONI NEI DUE CAMPI DI BEACH VOLLEY. L’ANNO SCORSO IL CAMPIONATO ESTIVO HA VISSUTO UN MOMENTO ESILARANTE NELLA SFIDA TRA ATTIVI E PASSIVI. NESSUNO ANCORA SA CHI ABBIA VINTO –

Reportage di Luciano Di Bacco per Dagospia

1 – MEDITERRANEA. LA SPIAGGIA GAY DI ROMA…
Da kyriolexy.wordpress.com

Ci sono molti modi di arrivare al Mediterranea, ma di sabato e di domenica, ed a mezzogiorno, nè la metro nè la macchina sono opzioni molto comode. Ci vuole un motorino. La spiaggia è una delle tante a vocazione gay o gay-friendly del tratto di litorale compreso tra l’VIII ed il IX km della Ostia- Torvajanica.

In realtà è La Spiaggia per eccellenza, o il Buco, come viene affettuosamente chiamata dalla comunità GLBT l’oasi naturale di Capocotta, proprio di fronte alla riserva di Castelporziano, residenza estiva del nostro residente della Repubblica, che, a dire il vero non c’è mai perchè le preferisce Capri e Ischia.

Complice la gestione attenta e la frequentazione considerata cheap delle altre spiagge decadute, tipo ad esempio il VII Cielo e Zagaia, i gay più trendy, me compreso (che non sono trendy ma odio tutto ciò che in qualche modo manca di stile), vanno al Mediterranea.

Lido Mediterranea
L’ingresso è spettacolare e per chi c’è stato, ricorda molto le discese a mare di Fire Island, la spiaggia gay di New York, nelle Hamptons. E’ stato sapientemente realizzato con un sistema di passerelle di legno che attraversano le dune di lecci, olivastri, lentischi, cisti, ginepri e clematidi mediterranee (Clematis vitalba, Clematis flammula), evitandone il calpestio, visto che l’ecosistema delle dune è protetto dal WWF e dal Corpo Forestale dello Stato.

In realtà ci sono molti buchi nelle reti perimetrali, che permettono di attraversarle per raggiungere la spiaggia senza passare dall’ingresso o per raggiungere più discretamente le cattedrali verdi nascoste tra le dune, meta di un “turismo” più epicureo e meno marino.

L’ingresso è assolutamente libero e si paga solo ciò che si consuma, lettini, ombrelloni ed un fornito bar ristorante, che si è adeguato con un menu mediterraneo a prova del culturista più ligio alla dieta.

La spiaggia è misteriosamente divisa da reti invisibili che in qualche modo separano le varie etnie e subculture di orientamento sessuale. Il primo tratto all’uscita della passerella è considerato terra di nessuno. Ci si possono trovare addirittura delle microfamigliole e qualche coppia etero.

Si va decisamente verso sinistra . I primi a colonizzare questo tratto sono per lo più gay non troppo attenti alle varie gerarchie e decisamente avulsi da qualunque tipo di attenzione al proprio fisico, e le lesbiche. Qui l’attività principale è il capannello di taglio e cucito in riva al mare (leggi critica feroce di chiunque passi a tiro).

Appena dopo ecco gli sportivi, per lo più beach tennis e pallavolisti, che si confrontano in eterne tenzoni nei due campi di beach volley a disposizione, spesso tra urli striduli e duelli all’ultimo punto. L’anno scorso il campionato estivo ha vissuto un momento esilarante nella sfida tra attivi e passivi. Nessuno ancora sa chi abbia vinto. Dicono entrambi.

Tra la prima e la seconda torretta di avvistamento -chiamata comunemente gaywatch – si comincia a fare sul serio. Il culto del fisico e l’attenzione al body building qui sono una cosa molto seria. I fisici più belli, più depilati e più curati di Roma -se non d’Italia- si danno appuntamento qui. Tutti si conoscono per nome, tutti frequentano le stesse palestre e le stesse discoteche di Roma, Madrid, Barcellona, Bruxelles e Berlino.

Ma c’è anche tempo per l’amore e vedere due cari amici, belli, innamorati e felici fa bene a tutti. Appena più in là, verso il tratto di spiaggia libera che confina col VII Cielo, comincia la zona di Epicentro Ursino. Quella degli orsi è una popolazione molto esclusiva e anche molto severa nei criteri di ammissione al gruppo. E’ piuttosto difficile vedere tra loro ragazzi che non rispettino le regole dell’attrazione ursina.

La comunità orsa, dei muscoli e della cura del fisico, apparentemente non sa che farci. Solo apparentemente però, perchè per gli orsi (che sono dei gay molto robusti e solitamente pelosi), in realtà mangiare nascosti dagli ombrelloni -che solo loro usano- è un’attività a tempo pieno.

In questo tratto di spiaggia, pancia e peli sono esibiti con la stessa attenzione che i bicipiti nel tratto muscle della spiaggia. Il triciclo delle grattachecche, che sono delle granite fatte col ghiaccio tritato al momento, e l’uomo delle ciambelle fritte, in questo settore non passano mai a vuoto.

Amo questo lido perchè non ci sono musiche assordanti e ragazzini urlanti ma soprattutto perchè, in barba alle incivili ordinanze, permette di tenere il proprio cane con sè, a patto che non disturbi. Fuor di metafora, queste divisioni raccontate, in realtà le notiamo solo noi e chiunque è libero di sdraiarsi dove preferisce, perchè questa è forse la comunità più tollerante che io conosca. Veniteci a trovare.

2 – NATURISMO…
Da “turismo.it”

C’è chi ne fa una scelta di vita, chi vuole solo sperimentare: al mare senza costumi non è certo vietato andare, basta informarsi prima sui luoghi più adatti per non rischiare multe. Per “luoghi più adatti” intendiamo quelle spiagge che hanno avuto un riconoscimento istituzionale e pertanto danno la possibilità di vivere il naturismo in maniera garantita e protetta, e non quelle – ce ne sono molte in Italia – “notoriamente frequentate” da nudisti. In quest’ultimo caso, sappiate che potreste andare incontro a una multa. Dunque, se volete vivervi il naturismo senza problemi, ecco una selezione delle principali spiagge per nudisti istituzionalizzate. Buona lettura e buona …tintarella integrale.

Lazio: Lido di Capocotta, spiaggia storica in quanto fu la prima spiaggia nudista ad essere autorizzata. Contraddistinta da dune circondate da una folta macchia mediterranea, dispone anche di bar e ristorante.

da dagospia.com

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