L’Antartico e le correnti caldo che minacciano il Polo Sud video

Le correnti calde minacciano il polo Sud
Le piattaforme ghiacciate galleggianti vengono sciolte da «sotto» senza che in superficie ce ne sia evidenza

MILANO – Le correnti calde intorno all’Antartide stanno ponendo una seria minaccia ai ghiacci del polo Sud. Una ricerca condotta dal Servizio antartico britannico (Bas) e pubblicata sulla rivista scientifica Nature il 26 aprile ha stabilito che sono proprio le correnti calde (nel video Nasa si nota la loro circolazione, mentre a colori è evidenziato lo spessore del ghiaccio delle piattaforme: il rosso indica lo spessore superiore a 550 metri, il blu meno di 200 metri) ad aver determinato la perdita di massa dei ghiacciai polari.

NUOVE TECNICHE – Sono state impiegate nuove tecniche per differenziare le due principali cause imputate per lo scioglimento dei ghiacci: le correnti oceaniche che agiscono da sotto le piattaforme ghiacciate galleggianti, e l’aria più calda che opera in superficie. Il risultato è che sono le prime a provocare la maggiore perdita di massa. Il risultato servirà a fornire previsioni più accurate sul futuro aumento del livello marino globale.

MISURAZIONI LASER – Gli studiosi si sono serviti di 4,5 milioni di misurazioni laser eseguite dagli strumenti a bordo del satellite Icesat della Nasa per mappare con precisione lo spessore delle piattaforme ghiacciate galleggianti ancorate al continente antartico. Delle 54 piattaforme controllate, venti sono sciolte dalle acque più calde, la maggior parte delle quali nell’Antartide occidentale. «In molti casi non si può spiegare la diminuzione delle piattaforme ghiacciate solo con lo scioglimento superficiale», ha commentato Hamish Pritchard, a capo della ricerca compiuta dal Bas. «Doveva per forza essere dovuta a qualcosa che accadeva sotto la superficie, e questo studio lo ha ora confermato. È proprio questo scioglimento che ha fatto aumentare la velocità di discesa verso le coste dei ghiacciai della calotta antartica interna».

TAPPO – Il risultato indica che le piattaforme galleggianti fungono da «tappo» alla discesa e allo scioglimento in mare dei ghiacciai interni. Ma anche che non è necessario vedere il ghiaccio fondersi «da sopra» con l’innalzamento delle temperature dell’aria, perché l’azione principale viene svolta da «sotto» dalle correnti marine più calde senza che in superficie ce ne sia evidenza.

RISCALDAMENTO GLOBALE – Secondo gli scienziati l’arrivo delle correnti più calde sotto le piattaforme ghiacciate galleggianti è dovuto al cambiamento che è stato osservato della direzione dei venti intorno all’Antartide. Cambiamento dei venti che, in ultima analisi, è dovuto al riscaldamento climatico globale. Al quale l’Antartide sta rispondendo in maniera più rapida e drammatica rispetto ad altre parti del pianeta (polo Nord escluso).

Paolo Virtuani da corriere.it

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