La maratona delle dolomiti 2012

L’incubo preferito di chi ama la bici

Domani la Maratona delle Dolomiti: “È durissima, ma mezz’ora dopo l’arrivo saresti disposto a ripartire”

«Gli ultimi chilometri sono un inferno. Odi ogni singolo metro che ti passa sotto le ruote. Poi, mezz’ora dopo l’arrivo, vorresti già ripartire».

Chi ha fatto, almeno una volta, la Maratona delle Dolomiti descrive così le sensazioni di correre la regina delle «granfondo», le corse in bici riservate ai non professionisti.

Pedalatori della domenica, fissati della pedivella, fanatici del rapportino. O semplicemente matti da legare. In questi anni, ai cicloamatori hanno incollato ogni genere di etichetta.

Loro ripetono: chi non prova non può capire. Innanzi tutto la passione, che porta agricoltori e manager a sudare per ore sopra un sellino. E poi la fatica, perché i 138 chilometro del percorso lungo, con sette passi alpini da scalare, sono impresa degna del Giro d’Italia.

Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, ancora Campolongo, poi Giau e Falzarego. Un incubo? Non sembrerebbe a giudicare dalle oltre 29 mila richieste arrivate per l’edizione 2012. Il numero massimo di partecipanti, per ragioni logistiche e di sicurezza, era a quota novemila. Così, anche quest’anno è stato necessario sorteggiare i dorsali.

L’appuntamento si rinnova ormai dal 1987 e allora a partecipare furono in 166. Quest’anno sarà alla partenza anche un ex campione come Miguel Indurain. E per l’evento vengono ormai dai cinque continenti, come sottolinea orgoglioso Michil Costa, presidente del comitato organizzatore: «La Maratona delle Dolomiti è anche contatto umano e arricchimento culturale», dice.

Albergatore-filosofo, Costa ha sempre visto la Maratona come un elogio delle «sue» montagne: «Emanano un’energia positiva, su queste strade si pedala soprattutto per la voglia di gustarsi il panorama, di vedere cosa c’è oltre la salita». Negli ultimi anni, troppi casi di doping hanno rischiato di rovinare un po’ l’atmosfera. «Ma non hanno intaccato il valore della manifestazione», spiega Costa, «e quest’anno i controlli saranno più numerosi e accurati che mai».

E così, anche contro le polemiche, il tema di quest’anno sarà il sorriso. «La Maratona è l’essenza del piacere del mettersi in forma», dice Alberto Sorbini, anche lui in sella, da presidente e amministratore delegato di Enervit, «main sponsor» della manifestazione. «Il piacere è amplificato dall’ambiente unico della natura e delle Dolomiti».

Per questo, come nelle ultime edizioni, ci sarà anche una particolare attenzione all’ecologia. A partire dai punti ristoro, dovei ciclisti troveranno bicchieri biodegradabili e sacche in cotone. Da riutilizzare e non da gettare ai bordi della strada, come troppe volte si vede fare ai professionisti.

STEFANO RIZZATO
CORVARA IN BADIA (BZ) da lastampa.it

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