La guardia di Finanza controlla Abano Terme

Guerra agli evasori: la Finanza setaccia
gli hotel a cinque stelle di Abano Terme

Le fiamme gialle hanno rilevato i nomi di tutti gli ospiti
delle strutture di lusso che hanno speso più di 2.000 euro

PADOVA – Ferrari e Maserati non se ne vedono da tempo. E anche le Porsche sono in via di estinzione. Almeno da quando chiuse lo storico hotel Orologio, portandosi via quasi tutta la schiera di vip. Basta e avanza questo secondo gli albergatori per dire che le Terme non sono Cortina. E che la caccia ai “poveri ricchi”, scatenata dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate all’ombra delle Dolomiti, non troverebbe da queste parti terreno fertile. Ma se a prendere la strada della montagna sono stati gli ispettori inviati dal direttore generale, Attilio Befera, a girare fra gli stabilimenti sono stati invece gli uomini della Guardia di finanza.

A confermarlo è lo stesso Presidente dell’Assoalbergatori, Gianluca Bregolin. «Sono andati a far visita ad alcuni cinque stelle – ha raccontato – ma non per fare le pulci alla corretta conduzione amministrativa e contabile degli alberghi. So che hanno rilevato i nomi di clienti che hanno soggiornato per più giorni. E che hanno pagato conti dai duemila euro in su. Non si è trattato ovviamente di un’indagine giudiziaria. Ma non è escluso che i rilievi compiuti servano per incrociare dati con l’Agenzia delle Entrate».

Gli uffici finanziari innalzano il top secret sulla vicenda. Anche se considerano normale che i soggiorni termali possano diventare, indirettamente, indicatori di ricchezza. Ma la volontà di scovare i grossi evasori all’interno degli alberghi di lusso, secondo gli addetti ai lavori, produrrebbe solo tempo perso. «Non fosse altro – ha detto Giulia Zanettin, titolare dell’hotel Nazioni di Montegrotto – perchè la tracciabilità dei pagamenti è ora assoluta. E che non si fanno ormai più pagamenti in contanti».

E se fosse stato invece il fatturato alberghiero a nascondere indici rilevanti di ricchezza non dichiarata, da parte degli imprenditori? Bregolin lo esclude categoricamente. «Nemmeno pensabile – spiega – che gli hotel, nonostante il tutto esaurito di fine anno, possano “occultare” incassi quadruplicati come hanno fatto i commercianti ampezzani. Certe “scappatoie” per gli albergatori termali sono del tutto inesistenti. Che siano spariti i vip in odore di evasione lo credono insomma tutti. Ma che il “nero” resti un colore di moda anche per gli albergatori, a dispetto di quanto giura il loro presidente, qualche addetto ai lavori è disposto addirittura a giurarlo.

«Gli operatori- confessa Giancarlo Pastorello, titolare dell’Augustus, del Petrarca e del Tergesteo – sanno bene chi evade compiendo irregolarità. Soprattutto nelle strutture alberghiere a conduzione più agile. I nomi? Li denunciai tempo fa all’Agenzia delle Entrate e all’Assoalbergatori. Ma i controlli li sto ancora aspettando».

di Lucio Piva da gazzettino.it

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