La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

Forse non tutti sanno che Gustave Eiffel per la sua celebre torre a Parigi fu ispirato dalle strutture in ferro della Galleria di Milano. L’idea di una struttura che coprisse il percorso da piazza Duomo a piazza della Scala fu del 1859: c’era già una galleria, più piccola, la galleria de Cristoforis, ma la nuova galleria sarebbe stata, nell’idea dei politici del Comune di Milano, più grande e importante, esempio di architettura funzionale ed estetica, come avveniva già nel resto di Europa. Così il comune indisse un concorso internazionale per progettare la galleria: vi parteciparono 176 architetti e vinse Giuseppe Mengoni che disegno la galleria con due braccia, una più lunga, l’altra più corta, con al centro dell’incrocio una “sala” ottagonale. L’anima era in ferro e la copertura in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio più lungo, erano sormontati da due grandi archi trionfali
Grottesche, cariatidi, lunette, lesene, avrebbero abbellito la galleria.
I lavori furono avviati nel 1865, fu proprio il re, re Vittorio Emanuele II di Savoia, a porre simbolicamente la prima pietra. Ci sono volute 700mila giornate di lavoro e 100 operai ogni giorno per edificarla.
Giuseppe Mengoni il padre della galleria, qui trovò gloria, ma anche morte, cadendo da una cupola durante un’ispezione a fine lavori.
All’epoca si penso anche che l’architetto cadde volontariamente, stanco delle critiche alla sua opera.
La galleria in verità divento subito luogo d’elitè, di incontri, di caffé letterari.

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