Il premio Capalbio 2012 in forse lite tra comune e organizzatori

Capalbio, il sindaco contro il premio
“Al 90% nego piazza, sedie e luci”
Alcuni operatori del paese sostengono che gli organizzatori non pagano le spese. La replica: “Falso”

Il premio Capalbio è in bilico sull’orlo della fine o di un crack che allunga ombre su quelle serate in piazza a discutere di letteratura e di scrittori. Il giorno decisivo sarà il 2 agosto, quando ci sarà un incontro in Comune, ma il sindaco è scettico. “Al 90 per cento non daremo più né piazza Magenta, né le luci, sedie e palco. Ci sono regole che vanno rispettate non soltanto con noi, ma anche con gli imprenditori del territorio che aspettano ancora i pagamenti” assicura Bellumori.

“Il premio si terrà come sempre il 26 e il 27 agosto” assicura tranquillo l’avvocato romano Gianni Aringoli presidente dell’associazione Epoké organizzatrice dell’evento giunto alle soglie della sedicesima edizione. “O saldano tutte le fatture con le imprese del territorio e cambiano l’organizzazione o non se ne parla proprio. Facciano la premiazione in qualche villa” spiega Bellumori pur riconoscendo che “il premio è una occasione culturale importante nell’estate di Capalbio e che negli anni ha portato grandi scrittori, giuristi, filosofi, politici e artisti”. A sollevare le proteste contro il premio sono stati alcuni operatori di Capalbio che nelle passate edizioni hanno collaborato a vario titolo e che avanzano ancora conti mai evasi. C’è il tassista che reclama quattromila euro per aver scorrazzato ospiti in giro, c’è l’agriturismo che ne chiede undicimila per scrittori e personalità ospitate in quelle stanze, un paio di ristoranti e c’è pure il venditore di targhe di Orbetello che anche lui ha una fattura insoluta. Insomma a sentire i rumors in paese il «chiodo» (come chiamano in toscana il debito) di aggira sui 30mila euro. “E’ un pretesto, non ci sono debiti che ci riguardano  reagisce seccato l’avvocato Aringoli (già patron di Editori riuniti)  diciamo piuttosto le cose come stanno: questo premio così indipendente e libero comincia a dare fastidio”.

Il premio Capalbio è nato una quindicina di anni fa e fra i suoi creatori c’era Paolo Mieli che lo ha lasciato quando ha assunto la presidenza del gruppo Rcs. Nel corso delle edizioni questa manifestazione culturale che vede in giuria fra gli altri il filosofo Giacomo Marramao e la docente di letteratura contemporanea, saggista e scrittrice Mirella Serri, è cresciuto: soltanto l’estate scorsa nella piazzetta Magenta si era affacciato anche l’attuale premier Mario Monti assieme a Giuliano Amato ed Emma Marcegaglia per una tavola rotonda sull’andamento dell’economia. Intellettuali, storici, filosofi, scrittori e politici sono frequentatori abituali del premio e degli incontri estivi collegati. “Sì ma o cambia l’organizzazione o il comune non può certo fare da ente che dà il patrocinio a un premio che semina debiti” è il pensiero netto di Bellumori. Insomma la fine non è ancora nota, ma prevedibile. A meno di colpi di scena.

di LAURA MONTANARI da repubblica.it

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