Frana a Sonico l’Alta Valle Camonica è isolata

Frana a Sonico, Alta Valle Camonica isolata
Dalla val Rabbia scendono decine di migliaia di metri cubi di detriti. Bloccata la statale 42; timori per l’abitato di Malonno

Alta Valcamonica isolata a causa di una frana che venerdì sera ha travolto Rino di Sonico. Il torrente Rabbia, che scorre nell’omonima valle, è esondato per la pioggia abbondante: i detriti hanno travolto e spezzato il ponte di via XXIX marzo 1945 si sono spinti fino alla Statale 42, spaccandola in due. La statale è stata chiusa. Ed è caos in valle perchè il ponte funge da collegamento con l’unica strada alternativa. Il traffico al momento è deviato sulle due frazioni di Malonno, Moscio e Loritto. Fortunatamente, nessun ferito. Solo un uomo, già malato, ha accusato un lieve malessere. Una casa è stata evacuata in via precauzionale.
Frana a Sonico spezza la statale, Valcamonica isolata

DISAGI PER I VACANZIERI – Forti disagi in vista per i vacanzieri che già si trovano nelle località turistiche dell’alta Val Camonica (Ponte di Legno e Tonale) ma anche per coloro che oggi si sono messi in viaggio. E’ consigliato vivamente un percorso alternativo: il passaggio per Madonna di Campiglio o per il passo dell’Aprica. La statale 42 dovrebbe però riaprire a senso unico alternato nel tardo pomeriggio di oggi o al massimo nella giornata di domenica. Già da venerdì notte i tecnici di Anas, Vigili del Fuoco e Protezione Civile sono al lavoro per ripristinare la viabilità sulla statale 42. In prefettura a Brescia è stato istituito il centro Prima del passo Tonale hanno messo cartelli per avvisare del disagio. Ma code si sono già formate sulla 510.

MALONNO, ALLARME RIENTRATO – Rientra l’allarme su Malonno: venerdì sera i detriti arrivati al fiume Oglio avevano creato una sorta di diga e due abitazioni erano state evacuate in via precauzionale. Ma già sabato mattina l’allarme era rientrato. Preoccupa però il versante franoso della Val Rabbia, soprattutto in vista delle prossime annunciate perturbazioni.

DISSESTO IDROGEOLOGICO – E non tarderà a riaprirsi la polemica sul rischio di dissesto idrogeologico, che vede la Valcamonica maglia nera nella classifica annuale di Legambiente: l’eccessiva cementificazione in aree di esondazione o a rischio frana ancora una volta si configura come causa principale di drammi annunciati.

Pietro Gorlani da corriere.it

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