Emilia Romagna i tour operator speculano sul terremoto e offrono in alternativa Santo Domingo e Turchia

“C’è chi specula sulle tragedie
La stagione estiva è in bilico”

La nuova scossa porta con sé il solito sciame sismico, accompagnato stavolta dai veleni che si sono messi a circolare fra gli operatori turistici di una delle più importanti macchine del divertimento estivo italiane, la Riviera romagnola.

C’è chi sul terremoto ci marcia, è l’accusa gravissima e appena velata di albergatori e addetti del settore, cui arrivano voci ricorrenti di tour operator che indirizzano la gente su mete lontane, da Santo Domingo alla più vicina Turchia, dove pure di sismi sono tristemente esperti.

Se si pensa che i tedeschi già telefonavano per disdire quando le scosse non toccavano neanche la Riviera, si può immaginare la reazione ora che la scossa si è propagata dalla Romagna stessa.

Il presidente di Federalbergi Emilia Romagna Alessandro Giorgetti ne ha viste abbastanza per sapere che gli stessi albergatori che oggi si lamentano ieri magari godevano delle disgrazie dei paesi concorrenti, come per il Maghreb squassato dalle rivolte che hanno dirottato altrove molti turisti: «Intanto è opportuno precisare che qui la scossa si è scatenata 30 chilometri al largo della costa, poi la gente deve sapere che le strade non sono interrotte, com’è capitato di sentire a certi nostri associati nelle richieste di annullamento delle prenotazioni. Un numero significativo quest’ultimo, che va a sommarsi a una stagione già difficile, a causa della crisi e del fatto che ancora gli italiani non sanno quanto dovranno pagare di Imu e di altre tasse».

E poi ci sono le speculazioni vere e proprie: «Qualcuno specula su internet, qualcuno propone la Turchia come alternativa alla Romagna, ma ci può anche stare, anche noi abbiamo goduto a suo tempo delle disgrazie altrui, come in Nord Africa», ammette Giorgetti.

Alla domanda se ci sia qualcuno che gioca sporco, il presidente degli albergatori preferisce non affondare, ma senza nascondere la reale esistenza del problema: «C’è un’esasperazione di fenomeni reali, l’abbinamento a questo evento di disgrazie che non ci sono mai state. Qualcuno se ne approfitta, d’altronde dipende da come sei fatto.

Io so che su Twitter è stato messo l’invito, poi rimosso, “C’è il terremoto? Vola a Santo Domingo”. Qui però sono in ballo anche dei posti di lavoro, perché la stagione si preannunciava già difficile prima, figuriamoci col terremoto». La paura raggiunge la psicosi quando le disdette, come riferisce Giorgetti, raggiungono addirittura alberghi situati a Roma. «Un tg è arrivato a dire che il terremoto era avvenuto in centro a Ravenna, tutto questo ci preoccupa molto sul versante economico».

FRANCO GIUBILEI da lastampa.it

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