Cortina rivolta contro i controlli della agenzie delle entrate

Cortina si ribella: il Consorzio Turismo
medita di far causa per danno d’immagine

Dopo i controlli dell’Agenzia delle Entrate sindaco e operatori
furibondi: «Ispezioni a senso unico, fuori i dati completi»

BELLUNO – Non avevano bisogno di entrare, ieri sera, nel tendone dei Cisnetto, per scoprire come sarà l’anno bisesto 2012. Albergatori, ristoratori, baristi, commercianti di Cortina l’avevano già scoperto da sé, iniziando l’anno con una poco apprezzabile nomea: Furbetti della fu Perla delle Dolomiti ora Perla dell’Evasione Fiscale.

Che Natale. Già mancava la neve: mai visto un inverno così “verde”. Già abbondava il caldo: mai avuto temperature così alte, roba da far sciogliere gli alluci negli stivaloni di pelo. Poi è arrivata l’Agenzia delle Entrate, un “esercito” di ispettori appollaiati per un giorno intero sui registratori di cassa. Mancavano solo i giornalisti. E quelli sono calati ieri, un pattuglione di taccuini, telecamere, microfoni, fotografi ad amplificare, come se la notizia non avesse già fatto il giro della penisola, i titoloni sui baristi che durante l’ispezione hanno raddoppiato, triplicato, decuplicato gli scontrini fiscali. E quelli sui clienti che arrivano in vacanza col Suv ma dichiarano al fisco redditi da miseria, gente che ti aspetteresti in coda alla mensa dei frati, non a far lo struscio in corso Italia.

Poi ci hanno pensato i politici ad alimentare la polemica: da mane a sera è stato tutto un dichiarare sul blitz di Cortina (senza manco esserci), da una parte Cicchitto e Santanché e Galan del Pdl con mezza Lega, dall’altra i pidì Meta e Rosato, con il risultato che il centrodestra era contro il blitz e il centrosinistra era pro. Ma tutto ciò, a Cortina, quasi infastidiva.

Risveglio doloroso per la fu Perla dell’Ampezzo. Gli operatori economici leggono i giornali e si irritano: ma come si fa a dire che è la Gomorra delle Dolomiti? In piazza, col caffè e il quotidiano preso da Sovilla, partono le confidenze: ma tu hai fatto più scontrini del solito? e allora chi sarà quello che ha registrato il 400% di incassi in più rispetto a un anno fa? Carlo Barozzi, del ristorante Pontejel, alza il telefono: «Sindaco, qua bisogna fare qualcosa». Barozzi di ispettori dell’Agenzia delle Entrate il 30 dicembre ne ha avuto due, uno attaccato al registratore, l’altro a controllare buste paga e carte del commercialista, mentre i clienti ordinavano fegato alla veneziana e casunziei. «Quel giorno i corrispettivi sono stati in linea con quelli della giornata precedente e pure dell’anno scorso». Altro che boom di scontrini. Anzi: «Alcuni commercianti hanno avuto dei cali rispetto a un anno fa, ma tutto ciò dal comunicato dell’Agenzia delle Entrate non risulta, si è parlato solo di quelli che hanno fatto più ricevute del solito. E i giornali hanno amplificato».

È il concetto che Andrea Franceschi, 33 anni, guantoni e cappello tirolese, ripete per tutto il santo giorno. Una trottola, questo giovane sindaco: alle 16 è in piazzetta dietro la chiesa per una diretta col Tgcom, mezz’ora dopo corre a raggiungere le telecamere di Rainews, nel percorso risponde a chiunque e a tutti ribadisce di essere, lui e i cortinesi, estremamente seccato: «L’Agenzia delle Entrate deve darci tutti i dati, non può tenere nascosti i casi dei commercianti che hanno avuto cali del 20 se non del 30% degli incassi e diffondere solo quelli di chi ha fatto il 400% in più».

E poi non c’è solo la figura dei presunti Furbetti da ribaltare, qua c’è un fior fiore di turisti da coccolare e tenersi stretti. Sarà un caso, ma i macchinoni paiono scomparsi: si vede una Bentley, una Porsche che arriva sin davanti all’Ancora e che il portiere dell’hotel si affretta a parcheggiare, ci sono molti Suv “familiari”.

Fuggiti? «Alla vigilia dell’Epifania è normale che inizino i rientri», spiega serafico un vigile. Ma guai a domandargli dati sulle multe per divieto di sosta o transiti vip in Ztl (tipo Belen e Corona, di cui peraltro hanno già parlato i rotocalchi): quelli sono coperti dalla privacy. Appunto: non è che i turisti messi a nudo dal Fisco scapperanno da Cortina? Il sindaco lo teme, una mail in tal senso da un gruppo di sciatori è giunta a diversi hotel del centro: «Io, che le tasse non le evado perché ho la busta paga da dipendente, mi seccherei se andassi in villeggiatura in un posto dove il turista è oggetto di fotografie, indagini, inchieste».

Una bella causa per «danno di immagine», ecco come pensa di tutelarsi il Consorzio Cortina Turismo: «Stiamo raccogliendo la documentazione», dice il presidente Stefano Illing. E non certo per difendere l’evasione: «Ci mancherebbe, noi le tasse le paghiamo ed è ovvio che ci aspettiamo che i nostri clienti siano in regola con il Fisco», dice il presidente degli albergatori ampezzani, Gherardo Manaigo, dell’hotel de La Poste.

Sarà, ma qualche cliente davanti alla Cooperativa storce il naso. Emanuela arriva dalla Svizzera, suo padre veniva qui in vacanza sin dal 1928: «Danno all’immagine? Cortina l’immagine l’ha persa da tanto tempo».
di Alda Vanzan da gazzettino.it

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