All’asta opera Henry Moore del quartiere di Londra

Il quartiere di Londra che mette all’asta Henry Moore
Lo scultore aveva venduto l’opera al Comune a un prezzo irrisorio. Il sindaco: «Scelta difficile ma necessaria»

Nel momento del bisogno si può arrivare, con dolore, a vendere i gioielli di famiglia. Se questo è vero per i privati lo è anche per le comunità. È il caso di Tower Hamlets, uno dei 32 comuni (o boroughs) di Londra, che ha deciso due giorni fa di mettere all’asta l’imponente scultura in bronzo intitolata «Draped Seated Woman» (Donna seduta con drappo) realizzata nel 1957 dall’artista britannico Henry Moore, figlio di un minatore. Moore vendette nel 1962 al comune di Londra la sua imponente opera del peso di una tonnellata e mezza, per una cifra molto al di sotto del valore di mercato (6.000 sterline) come regalo alla gente dell’East End, in modo che anche i meno abbienti avessero la possibilità di godere gratuitamente della grande arte.

La decisione di vendere la scultura presa da Luftur Rahman, sindaco di Tower Hamlets, è stata criticata dal regista Danny Boyle (sue le pellicole «Trainspotting», «The Beach», «The Millionaire» e la cerimonia d’apertura dei Giochi di Londra) e dalla figlia di Henry Moore, Maria, oltre che da alcuni direttori di musei d’arte britannici. Ma il sindaco ha ormai deciso anche se la scelta è dolorosa: la scultura di Moore chiamata affettuosamente dai cittadini «Old Flo» può arrivare a un valore d’asta di 20 milioni di sterline, denaro assolutamente necessario a causa dei cruenti tagli operati dal governo centrale ai singoli comuni e dai debiti che Tower Hamlets ha accumulato.

E pensare che il comune guidato da Rahman non è un anonimo sobborgo periferico ma il quartiere che sfoggia gioielli storico-architettonici e turistici come la Torre di Londra e il Tower Bridge. Eppure la situazione del borough è economicamente assai grama: sul sito del Comune sono pubblicate statistiche inquietanti: il 46,8% dei bambini residenti a Tower Hamlets vive in uno stato di povertà, contro la media nazionale che è di uno su cinque; un quinto delle famiglie ha entrate inferiori a 15 mila sterline annue, mentre la media britannica è di 25 mila. Il comune, inoltre, registra la crescita demografica più alta del Paese con un aumento della popolazione del 30% dal 2001 al 2011 grazie anche alla massiccia presenza di immigrati che rappresentano il 41% della popolazione.

Rahman deve racimolare almeno 100 milioni di sterline nei prossimi tre anni per stare al pari con il bilancio fissato per i comuni dal governo centrale. Per giustificare la scelta della vendita di Moore, Rahman ha affermato: «Dobbiamo affrontare scelte difficili in tempi di recessione come questi. Dobbiamo tenere questa importante scultura o dobbiamo cercare di venderla per avere fondi da investire nell’edilizia pubblica popolare, nel miglioramento delle opportunità di lavoro per i nostri giovani e nel potenziare la sicurezza pubblica?».

Tra l’altro la statua di Moore non è più a disposizione dei residenti di Tower Hamlets da più di un decennio, cioè da quando fu spostata da Jamaica Street dopo l’abbattimento del blocco condominiale Stifford Estate. L’opera è da allora ospitata nello Yorkshire Sculpture Park di Wakefield. Come riporta l’agenzia Reuters, la consigliera Rania Khan ha fatto notare che anche altre autorità locali hanno messo in vendita le loro opere d’arte e ha aggiunto: «Henry Moore disse che voleva che la sua scultura beneficiasse i residenti di questo Comune. In questo momento, grazie alla vendita della sua opera, possiamo aiutarli in un modo molto efficace e pratico». Un sondaggio online proposto da un giornale locale ha visto il 55% dei cittadini favorevoli alla vendita. Conclude il sindaco: «Il Comune non avrebbe mai dovuto essere messo in una situazione del genere ma, purtroppo, non siamo ricchi a sufficienza per poterci tenere il capolavoro di Moore».

Giorgia Rozza

da corriere.it

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